Le origini della città comunemente si fanno risalire al Castrum, fatto costruire, nel 28 A.C. da Giulio Cesare durante le guerre galliche .-
In realtà si hanno notizie che, già a partire dal terzo secolo A.C., nell'area attuale vi fossero alcuni insediamenti di un popolo Celto Ligure noto con il nome di Taurini che occupavano le zone della Val Susa e delle valli di Lanzo.
Sul popolo dei Taurini, sono poche e scarsissime le testimonianze che sono giunte fino ai giorni nostri e praticamente vi sono soltanto testimonianze indirette come toponimi e suffissi che danno per certa la loro presenza in tutto il Piemonte.
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| antica rappresentazione dell'insediamento dei taurini |
Nelle testimonianza antiche si evidenzia che i Taurini, a seguito delle invasioni galliche ripiegarono ad occidente verso la Dora Baltea e a sud del Po.
Non è noto sapere se questo ripiegamento avesse forma di scacciata e pulizia etnica oppure di fusione delle popolazioni ma secondo Plinio i Taurini erano dediti all'agricoltura alla silvicoltura e all'allevamento. In particolare Plinio cita la coltivazione dell'asia, una varietà di segale e la raccolta dei pinoli.
Attaccata nel 218 da Annibale, Taurasia o Taurinia, fu conquistata e distrutta dopo un assedio di 3 giorni.
Solo dopo la morte di Giulio Cesare, Ottaviano, intorno al 27 A.C. battezzò la città IULIA AUGUSTA TAURINORUM, da cui deriva il nome attuale di Torino.
A fianco della storia "storicamente" accertata circa le origini della città, nella "città magica" per antonomasia, non potevano mancare alcune leggende che narrano delle sue origini.
Una di queste, scritta da Ghiradi nell'almanacco di Torino del 1881 racconta di un toro che affrontò un serpente enorme, che seminava terrore tra gli abitanti.
... C’era una volta un gran serpente di non so quante teste, che abitava nei boschi dei dintorni di Torino ed era il terror dei viandanti e la desolazione dei cittadini, poiché tanti acchiappati altrettanti divorati.
I torinesi sbigottiti non osavano affrontare il terribile ammaliatore: perché è necessario sapere che il mostro appena affisava un cotale, il meschinetto era spacciato; se invece il viandante fosse stato il primo a mirar la brutta bestiaccia, questa perdeva tutta la sua potenza e ferocia; insomma la vecchia fiaba del basilisco.
La gran disgrazia; nessuno arrivava mai ad ammaliare il serpente.
Però in città c’era un gran toro, dove e chi lo mantenesse ed a che, non importa sapere.
Spinto il cornuto quadrupede contro il mostruoso divoratore d’uomini, a forza di cornate lo uccise e liberò la città, ove fu ricevuto con grandi feste, e per riconoscenza lo si inchiodò nello stemma."![]() |
| iconografia della leggenda del Toro e del serpente |
Un altra leggenda lega il fiume Po e Torino a Fetonte figlio del dio del Sole. Il racconto è tratto dalla "Metamorfosi" di Ovidio dove il fiume Po viene indicato con l'antico nome di Eridano.
La storia racconta che Fetonte, figlio di Elio e Climene, volesse accertarsi delle sue origini e chiese una prova al padre: "figlio di Elio e di Climene, volle un giorno accertarsi delle sue origini e si decise a chiedere una prova al padre: "dammi una prova o genitore, grazie alla quale ognuno sappia che sono davvero tuo figlio, e levami questo dubbio dal cuore".
Il padre acconsentì ignaro che la prova a cui faceva riferimento era quella di guidare per un giorno il suo cocchio trainato dai cavalli alati.
Elio cercò di dissuadere Fetonte come scrisse Ovidio "Pericoloso è quello che vuoi... Neppure il signore del vasto Olimpo, che scaglia furiosi fulmini con la terribile mano, saprebbe guidare questo cocchio (...) E come farai a controllare i cavalli, focosi per quelle fiamme che hanno in petto e che soffiano fuori dalla bocca e dalle froge?"
Fetonte non ascoltò ragioni e si mise alla guida del cocchio trainato dai cavalli i quali s'impennarono subito fino ad urtare le stelle e si avvicinarono alla terra fino ad infuocarla.
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| Fetonte |
Gea si mise ad urlare talmente forte finchè Zeus la sentì e fu costretto a lanciare un fulmine per fermare Fetonte.
Il cocchio caddè proprio laddove il fiume Po incrocia la Dora e dove sarebbe nata Torino. Le Naiadi d'Occidente, seppellirono Fetonte scrivendo sulla lapide "Qui giace Fetonte, auriga del cocchio del padre; non seppe guidarlo e cadde, ma fu impresa grandiosa".
Le Eliadi piansero talmente tanto che impietosirono Zeus che le trasformà in pioppi mentre il dio del sole padre di Fetonte nascose il suo volto per un intero giorno e questo trascorse senza luce.-
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| Fetonte caduto nelle acque del Po. |
Un'altra leggenda lega Torino racconta invece che il re egizio Fetonte dopo un lungo girovagare, sbarcò in Liguria risalì il Piemonte, riconobbe nella confluenza tra il fiume Po e la Dora i fiumi scari Nilo e Iside la sua sposa. Fondò una colonia egizia ed impose ai sudditi il culto del dio Api raffigurato da un toro.
Che si creda alle leggende, oppure più banalmente alla verità storica di Torino non si può non notare come abbia mantenuto nel corso del tempo la caratteristica pianta romana con strade parallele che s'incrociano perpendicolarmente.
Infatti osservando anche oggi una cartina di Torino appaiono evidenti le caratteristiche vie regolari che s'incrociano ortogonalmente.
A questo proposito reputo interessante fare un "escursus" su come i romani fondavano le proprie colonie.
L'occupazione romana prevedeva un cerimoniale ben preciso che nell'ordine si svolgeva prendendo gli auspici, sacrificando tre vittime per purificare il luogo ed infine tracciare con l'aratro il percorso delle prime mura.
A questi riti propiziatori, seguiva la creazione di sistemi di drenaggio per le bonifiche, di irrigazione per l'agricoltura, la creazione di strade secondarie ed infine la cosiddetta "centuriazione" cioè la suddivisione del territorio in appezzamenti da affidare ai coloni.-
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| la prima centuria di Torino |
La prima centuria di Torino è un area edificata con forma pressochè quadrata 720 mt x 669 ed era la zona compresa tra le attuali vie Accademia delle Scienze, ad Est, Santa Teresa, a Sud, della Consolata e corso Siccardi, ad Ovest, e via Giulio, a Nord.





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